ICYST

Descrizione
Integratore alimentare a base di D-mannosio, melagrana, echinacea, quercetina, inulina. Indicato nella prevenzione e cura delle cistiti, acute e croniche.
Ingredienti
D-mannosio, melagrana, quercetina, echinacea, inulina, aroma, maltodestrina, biossido di silicio.

Senza glutine e senza lattosio.Caratteristiche nutrizionali

Contenuto per 1 bustina
D-mannosio
Melagrana
Echinacea
Quercetina
Inulina
1.000 mg
250 mg
220 mg
200 mg
500 mg

Modalità d’uso

Le bustine, sciolte in un bicchiere d’acqua, devono essere assunte a vescica vuota e stomaco vuoto, la mattina e/o la sera, secondo il seguente schema posologico:

  • Nelle cistiti acute post coitali: 2 bustine al giorno per 5 giorni, poi i al giorno per 4 giorni;
  • Nelle cistiti recidivanti: i bustina la sera per 15 giorni al mese, con cicci terapeutici di almeno 4-5 mesi;
  • Nelle cisititi resistenti: 2 bustine al giorno, per 10 giorni al mese per almeno 4-6 mesi;
  • Nel cambio catetere: i bustina al cambio, per 5 giorni successivi.

Avvertenze
Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni di età. Non superare la dose giornaliera raccomandata. Non superare la dose giornaliera raccomandata.

Conservazione
Conservare in luogo fresco ed asciutto, lontano da fonti di calore, luce e umidità. Il termine minimo di conservazione si riferisce al prodotto correttamente conservato in confezione integra.
Validità a confezionamento integro: 36 mesi.

Formato
Confezione contenente 14 bustine da 3,5 g.
Peso netto: 57 g.

 

COSA SAPERE SUL D- MANNOSIO PRESENTE IN ICYST® E SULLA CISTITE.

 Che cos’ è il  D-mannosio presente in ICYST®  e come agisce sull’ organismo?

Il D-mannosio è uno zucchero semplice (monosaccharido). Viene riassorbito otto volte più lentamente del glucosio. Una volta assorbito, non viene metabolizzato in glicogeno o accumulato nel fegato, ma integrato nel sangue, filtrato dai reni e poi condotto alla vescica. Lì possiede la qualità di legarsi ai batteri E. coli.

Che cos’è la cistite?

L’infiammazione della vescica associata alla cistite può essere dolorosa e fastidiosa. In genere non è pericolosa per la salute, a meno che l’infezione non si estenda ai reni.

Quali sono le cause della cistite?

La cistite è generalmente sostenuta da germi che popolano l’ultimo tratto dell’intestino; in molti casi il batterio in questione è l’Escherichia coli. Questi microrganismi possono raggiungere la vescica dall’esterno attraverso l’uretra, dall’interno attraverso la propagazione da organi vicini, o ancora per via ematica. Più raramente può essere sostenuta da infezioni virali o fungine.
Esistono, però anche forme di cistite non associate a un’infezione batterica. È questo il caso della cistite interstiziale, un’infiammazione cronica della vescica dalle cause non ancora chiarite, probabilmente di origine multifattoriale; della cistite scatenata dai farmaci; della cistite associata a trattamenti con radiazioni; della cistite da sostanze chimiche.

Quali sono i sintomi della cistite?

I sintomi principali della cistite includono uno stimolo persistente, frequente e urgente a urinare in piccole quantità e una sensazione di bruciore durante la minzione. A questi si possono aggiungere la presenza di sangue nelle urine, dolore o sensazione di pressione nell’area pelvica, urine opache e dall’odore intenso e una leggera febbre. La disuria, la stranguria e l’impellenza urinaria quindi sono i sintomi principali

Come prevenire la cistite?

Il modo migliore per prevenire la cistite è bere molto. Inoltre è consigliabile regolarizzare il transito intestinale, assecondare lo stimolo alla minzione e pulirsi sempre con movimenti dall’avanti al dietro per evitare che i batteri passino dal distretto anale all’uretra, soprattutto nel caso delle donne. In aggiunta, durante il ciclo mestruale e dopo l’attività sessuale, le norme igieniche vanno rispettate e intensificate. Importante è evitare l’uso di prodotti irritanti. Si deve cercare anche di non trattenere l’urina per troppe ore e svuotare bene la vescica più volte al giorno.

Infine, ma non per ultimo, indossare abitualmente indumenti intimi stretti o in tessuto sintetico o anche pantaloni troppo aderenti è pericoloso non solo per il surriscaldamento della zona pelvica, ma anche per l’irritazione locale che questi indumenti possono causare. Il tutto promuove l’insorgenza di disturbi fastidiosi dell’apparato genitale esterno (arrossamenti cutanei, comparsa di prurito e qualche lesione da grattamento) e di conseguenza prepara il terreno ai batteri.

 

Diagnosi 

In presenza dei sintomi della cistite il medico può prescrivere in prima battuta l’analisi delle urine e l’urinocoltura per verificare la presenza di batteri e identificarli.

Esami di secondo livello saranno prescritti in base alla storia clinica del paziente al fine di escludere condizioni patologiche pre-esistenti che possono rendere la cistite una loro conseguenza.

Fondamentale il consulto con l’urologo di riferimento, per evitare che una cistite da semplice possa diventare complicata. Tra le cistiti complicate, rientrano tutte quelle che, accanto alla sintomatologia tipica come dolore, bruciore alla minzione e urgenza di urinare, presentano episodi di sangue nelle urine (cistite emorragica) o episodi febbrili, a volte con brividi, che sono il segnale del fatto che l’infezione si è propagata alle alte vie urinarie.

 

Tipi di cistite: infettive e non infettive

Un’altra grande classificazione dei tipi di cistite può essere fatta sulla base delle loro cause.

Le cistiti infettive sono le più comuni: quelle batteriche rappresentano da sole il 90% di tutte le forme di cistite. Sono provocate per lo più da batteri normalmente presenti a livello del colon che risalgono le vie urinarie e raggiungono la vescica creando varie complicanze. L’agente patogeno più frequentemente responsabile di infezioni delle vie urinarie di tipo non complicato è l’Escherichia Coli. Questo batterio è la causa dell’85% delle infezioni acquisite in comunità (cioè, in assenza di contatto con strutture o ambienti medici) e del 50% delle infezioni acquisite in ambiente ospedaliero. Altri batteri gram-negativi sono l’Enterobacteriaceae, tra cui Proteus Mirabilis e Klebsiella, e gram-positivi come Enterococcus faecalis e Staphylococcus saprophyticus. Ci sono poi cistiti infettive da fungo, come quelle da Candida albicans, che hanno origine dalla flora vaginale o dalla cute perineale.

Tra le cistiti non infettive ci sono quelle attiniche o radioindotte, ovvero conseguenti al danno indotto sulla vescica dalle radiazioni usate in radioterapia per la cura dei tumori. Si verificano in seguito a radioterapie del distretto pelvico, cioè quelle effettuate per tumori della prostata, del colon retto o dell’utero. Il rischio è tanto maggiore quanto maggiore è il campo irradiato e la loro incidenza si è notevolmente ridotta con l’introduzione di collimatori di ultima generazione. Nella cistite attinica l’ematuria, ovvero la presenza di sangue nelle urine, è più frequente.

La cistite non infettiva può anche essere scatenata da un corpo estraneo (per esempio, dall’impiego di un catetere vescicale) o dall’esposizione a sostanze tossiche.

Tipi di cistite: acute, croniche o ricorrenti

La cistite acuta dura in genere pochi giorni, ha dei sintomi molto intensi ed estremamente dolorosi. Si caratterizza come un episodio singolo, isolato, che può manifestarsi dopo un rapporto sessuale (cistite post coitale), oppure durante la gravidanza (cistite in gravidanza), o dopo disturbi come la diarrea (cistite post enterite).

La cistite cronica, al contrario, è caratterizzata da sintomi più attenuati ma che si protraggono nel tempo, anche per mesi o anni.

E’ importante non confondere la cistite cronica con la cistite ricorrente: nel primo caso, i sintomi sono continuamente presenti, anche se di lieve entità, mentre la forma ricorrente è caratterizzata da episodi di cistite acuta che si ripresentano con cadenza irregolare diverse volte durante l’anno, sempre più di 4 volte nei dodici mesi.

Le cistiti croniche e recidivanti sono quelle che spaventano di più, perché ci sono minori possibilità di cura e perché, anche se i sintomi siano più leggeri, la loro continua presenza li rende più invalidanti.

 

Tipi di cistite: cure

Le diverse forme di cistite esistenti possono o meno richiedere una cura antibiotica.

Gli antibiotici, di solito consigliati in caso di cistite acuta, sono molecole in grado di svolgere un’attività batteriostatica o battericida, ovvero capaci di eliminare i batteri nocivi.

La terapia antibiotica permette di curare la cistite in modo permanente, eliminando l’infezione batterica responsabile dell’infezione vescicale. Questa terapia ha come conseguenza l’attenuazione e successivamente la scomparsa dei sintomi legati alla cistite, come il dolore acuto o la sensazione intensa di bruciore. L’utilizzo degli antibiotici, oltre a curare la patologia, svolge anche una funzione di protezione per chi soffre in modo ricorrente di cistite. La terapia antibiotica è consigliata anche alle donne in gravidanza o in presenza di patologie concomitanti.

La terapia antibiotica dovrà essere mirata al tipo di batterio responsabile dell’infezione, da individuare grazie all’urinocultura. Nel caso in cui l’infezione sia sostenuta da germi tipo Escherichia Coli, i più frequentemente riscontrati, gli antibiotici potranno essere abbinati all’utilizzo di integratori come ICYST   , che antagonizzano direttamente la capacità del batterio di aderire alle pareti della vescica.

Se il sistema immunitario è abbastanza forte da riuscire a guarire da solo dall’infezione, non c’è bisogno di ricorrere agli antibiotici. E’ comunque importante concordare sempre la terapia più adeguata con il medico.

Soprattutto nelle forme acute di cistite, è fondamentale anche iperidratare l’organismo, bevendo almeno due litri d’acqua al giorno: l’idratazione aiuta a espellere più velocemente i batteri dalla vescica attraverso le urine, quindi è un supporto essenziale, insieme alle cure, per favorire la guarigione.

Se la cistite è di tipo coitale, è importante il riposo sessuale, per non infiammare ulteriormente le vie urinarie e per non trasmettere l’infezione al proprio partner.

Come agisce il D-mannosio?

In presenza di D-mannosio i batteri E. coli preferiscono le molecole del D-mannosio presente, che formano un’ entità che viene eliminata durante la mizione.

Quando assumere ICYST ®

Si è rivelato vantaggioso prendere il D-mannosio la mattina dopo aver urinato, con poca acqua, è bene aspettare circa 45 minuti o un’ ora e bere acqua abbondante per sciacquare la vescica. Così il D-mannosio ha abbastanza tempo per legarsi con i batteri E. coli ed eliminarli con il flusso urinario

Per quanto tempo si può prendere il D-mannosio?

Il D-mannosio è appropriato a una terapia di lungo termine. Quindi il D-mannosio si raccomanda in malattie croniche. Un miglioramento palpabile si presenta dopo un trattamento di almeno tre mesi, almeno quattordici giorni al mese continuativi.

Anche i diabetici possono usare il D-mannosio?

Sì, la sostanza è appropriata anche per diabetici perché il D-mannosio viene metabolizzato solo in parte. Si raccomanda però di controllare regolarmente la glucosemia.